lunedì 4 maggio 2009

Recensione: Johannes Brahms, Opere per clarinetto

Analogamente a quanto accadde a Mozart, Johannes Brahms scoprì le doti solistiche del clarinetto solo nell’ultima fase della sua parabola creativa grazie all’incontro con il grande virtuoso Richard Mühlfeld, in tempo comunque per dedicargli quattro opere entrate di diritto a far parte dell’empireo della letteratura casistica ottocentesca. Questo disco dell’etichetta Phoenix ne propone tre, le due sonate op. 120 n. 1 e n. 2 e il Trio in la minore op. 144, nell’interessante lettura del clarinettista Antonio Tinelli, del violoncellista Giorgio Casati e del pianista Giuliano Mazzoccante. Eseguendo questi lavori, molti interpreti tendono a uniformare la complessa scrittura brahmsiana in un tono cantabile e intimista, espressione della struggente malinconia e della consapevolezza della caducità delle cose umane che pervase l’animo del compositore amburghese negli ultimi anni della sua vita. In realtà un approccio simile riesce a cogliere solo il lato più evidente di queste opere, che celano anche passaggi delicatamente sognanti e addirittura alcuni spunti umoristici, come si può notare nel Vivace conclusivo della Sonata in fa minore. I tre bravi solisti di questo disco riescono a rendere con efficacia questa variegata tavolozza espressiva, sfoggiando una eccellente intesa, ravvisabile soprattutto nei finale del Trio, un brano caratterizzato da una straordinaria complessità formale, che viene risolta con ammirevole coerenza e un suono d’insieme cado, ricco e molto affascinante.

Giovanni Tasso
Il giornale della musica, n. 258, aprile 2009


Johannes Brahms Opere per clarinetto
Sonata op. 120 n. 1 in fa maggiore (per clarinetto e pianoforte)
Sonata op. 120 n. 2 in mi bemolle maggiore (per clarinetto e pianoforte)
Trio op. 114 in la minore (per clarinetto, violoncello e pianoforte


clarinetto Antonio Tinelli

violoncello Giorgio Casati

pianoforte Giuliano Mazzoccante






PHOENIX PH
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giovedì 30 aprile 2009

In edicola la rivista D’Abruzzo n. 85 Primavera 2009

“Siamo stati privati di una parte importante del nostro patrimonio umano e storico-monumentale. Sono perite quasi 300 persone, scomparsi interi paesi, crollate migliaia di case, rifugio e vita di famiglie. La perdita di intere comunità, come il paesino di Onna, è lacerazione profonda. Questo è l’Abruzzo che noi seguivamo con affetto e tentavamo di valorizzare perché anche questi piccoli centri continuassero a vivere conservando l’armonia economica con il territorio di cui erano espressione e indicassero l’antico equilibrio come esempio per rinnovare il nostro modello di sviluppo”….

Con queste parole si apre l’editoriale che la rivista D’Abruzzo ha sentito il dovere di dedicare a tutti gli abruzzesi coinvolti nel terremoto che ha colpito la zona dell’aquilano il 6 aprile scorso. A simboleggiare le tante perdite: umane e del nostro patrimonio artistico, una piccola chiesa rurale, della provincia aquilana, colpita nella sua struttura lascia intravedere gli affreschi al proprio interno. Vuole essere un po’ il simbolo di un Abruzzo segnato duramente fin nelle zone più interne, nei piccoli paesi che costellano l’Aquila e che spesso dimenticati dai grandi flussi turistici, conservano anch’essi una propria storia da raccontare.

La periodicità della rivista spesso non coincide con l’attualità, o con gli eventi che accadono in Abruzzo e la programmazione degli argomenti avviene molto tempo prima.
Proprio in questo numero si era deciso di proporre al lettore un itinerario in treno, iniziato già nei numeri precedenti, che da Sulmona giunge a L’Aquila.
I paesi attraversati dalla ferrovia che collega le due città: Raiano, Molina Aterno, Fagnano alto, Paganica, San Demetrio ne’ Vestini con le loro ricchezze storiche, monumentali, rappresentano una realtà diversa da quella descritta nella rivista. “Non avremmo mai immaginato che l’itinerario preparato per questo numero sarebbe risultato così contrastante con la realtà che viviamo oggi. La scelta di non cambiare i contenuti della rivista, già in stampa ai primi di aprile” si legge ancora nell’editoriale, “vuole essere un forte augurio di veloce ripresa e rinascita per tutte le comunità abruzzesi duramente colpite .”

Per lo stesso motivo, eventi al di fuori della nostra portata, imprevedibili, hanno conseguenze che si ripercuotono su ogni aspetto della nostra vita. La puntuale descrizione, nell’articolo Pietre, Acqua e Devozione, di Raiano, del complesso cultuale dell’eremo di San Venanzio, della festa celebrata ogni anno il 18 maggio e che quest’anno non si svolgerà, vuole essere ulteriore testimonianza di aspetti che, oggi devono essere “ricostruiti” affinchè la vita riprenda il corso.

Del tutto primaverile, l’ itinerario proposto per questo numero, Punta Aderci a Vasto tra le prime fioriture e la tipica vegetazione dunale nella quale nidificano uccelli migratori e stanziali. La lunga spiaggia di sabbia chiara con la tipica vegetazione di Paleo delle spiagge o verbasco lanoso, offre, infatti, rifugio all’uccello fratino che qui si riproduce regolarmente.

Un approfondimento sulla eventuale installazione nella zona costiera di Ortona, contrada Feudo, di alcuni pozzi di idro-desolforizzazione del petrolio. Nell’articolo della docente Maria Rita D’Orsogna presso la California State University at Northridge di Los Angeles e in quello di Giuseppe Rossi, Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, vengono approfonditi gli aspetti legati a tale tipo di centrali con le ripercussioni sul territorio circostante, sull’uomo, sulla tipica immagine dell’Abruzzo legato ai suoi Parchi e alla sua natura.


Ufficio stampa D’Abruzzo - Edizioni Menabò
P.zza Duca D’Aosta 50
65121 Pescara
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venerdì 27 febbraio 2009

In edicola la rivista D’Abruzzo n.84 Inverno 2008

E' in edicola il numero Inverno 2008 n.84 della rivista D'Abruzzo - Turismo cultura ambiente.

Questo numero si apre con un viaggio a bordo dell’Antica Ferrovia Adriatico Sangritana, lungo il tracciato che percorre la valle del Sangro. Antica ferrovia, la Sangritana si avvia a festeggiare il secolo di vita e continua a progettare servizi e strutture rispondenti alle nuove esigenze della costa frentana e dell’alto vastese.
A Lanciano, che si trova lungo il percorso della ferrovia, il lettore potrà scoprire, sotto il santuario del Miracolo eucaristico, un enigmatico ciclo di affreschi cinquecenteschi che ripropone attraverso una serie di immagini simboliche, la soluzione dei contrasti culturali e religiosi tra la comunità ebraica e quella cristiana.

Michele di Toro, pianista di origini abruzzesi, (originario di Sant’Eusanio del Sangro) si racconta in un’intervista rilasciata a D’Abruzzo dalla quale emerge un profilo di artista completo, che seppur giovane, ha già ottenuto numerosi ed importanti riconoscimenti, ha partecipato e partecipa ad eventi nazionali ed internazionali, festival prestigiosi nei quali ha fatto conoscere la sua musica ed il suo stile.
Il suo genere musicale infatti, si basa su componenti musicali provenienti da ritmi e generi diversi che si intrecciano in trame che quest’abile “tessitore di note” compone.
Con il numero estivo verrà allegato un cd di Michele di Toro realizzato esclusivamente per D’Abruzzo.

Di pregevole valore e grazie ad un attento restauro, sono tornate a splendere le opere del “mastro Nicola degli argenti”, Nicola da Guardiagrele. Dopo cento anni infatti, una mostra-evento, che da Roma passando per Chieti, giungerà a l’Aquila e Firenze consentirà di ammirare le sue opere maggiori realizzate con l’arte di quest’orafo eccellente.
In ambito naturalistico, D’Abruzzo propone un itinerario alla scoperta del Sirente in inverno ed in particolar modo l’Altipiano delle Rocche. Coperti dal manto bianco, i piccoli paesi di Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo e Rovere in particolar modo, offrono un’accoglienza tutta particolare ai turisti. A Rovere infatti è stato realizzato l’albergo diffuso Robur Marsorum, una nuova ed intelligente soluzione per l’ospitalità che propone l’intero borgo, sapientemente ristrutturato ed adibito ad accoglienza turistica, senza tradirne l’identità e la cultura del luogo. Si può scegliere quindi di soggiornare in una delle numerose strutture e appartamenti ricavate nel paese che nei nomi riecheggiano le attività che sisvolgevano in paese.
Un’interessante scoperta in ambito archeologico, riconduce ad Abbateggio, scrigno di storia e di antichità millenarie. È stata documentata l’esistenza di un ampio complesso antico, risalente nelle prime fasi al II-I secolo a.C. con il rinvenimento di un frammento una statua che molto probabilmente raffigurava Ercole.
Anche questo numero di D’Abruzzo propone una visita ad un allevamento: quello di Vacri dei fagiani. Collezionati con cura dal suo proprietario, Carlo Paciocco, questi simpatici animali si mostrano in tutta la loro bellezza, con un piumaggio meraviglioso.

Con questo numero della rivista, il lettore che da tanti anni ci segue nelle pubblicazioni troverà una volume che rappresenta una raccolta della migliore produzione degli ultimi anni della antropologa e scrittrice Maria Concetta Nicolai. Il libro “L’Acqua Nuova, Miti Scenari, Rappresentazioni dell’Abruzzo tradizionale” vuol essere un omaggio ai lettori di tutti gli aspetti raccontati, descritti sulle pagine della rivista, dove le tradizioni della regione Abruzzo si intrecciano con le culture locali, dove i protagonisti dei paesi sono gli uomini che perpetrano anno dopo anno antichi aspetti di un sapere che scompare.
Come si afferma nella prefazione: “abbiamo colto nell’ampio orizzonte, lo spirito e la memoria della gente, la solennità delle feste, la luce miracolosa dei Santi, sperando che il cuore ci restasse leggero di giovinezza”.



In allegato alla rivista il libro “L’Acqua Nuova, Miti Scenari e rappresentazioni dell’Abruzzo tradizionale”in edicola al prezzo speciale di € 18,00 (libro+rivista).

Il libro può essere acquistato anche on line!
http://www.dabruzzo.it/catalog/index.php





Francesca Rapini

Ufficio stampa D’Abruzzo - Edizioni Menabò
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mercoledì 26 novembre 2008

Presentazione “Abruzzo in fiore, Ambienti e flora montana della regione dei parchi” (Pescara, venerdì 5 dicembre, ore 17,30)

In edicola la rivista D’Abruzzo con il libro
“Abruzzo in fiore, Ambienti e flora montana della regione dei parchi”
di Giovanni Galetti edizioni Menabò


Presentazione del libro
venerdì 5 dicembre ore 17,30 presso Libreria Feltrinelli - Pescara


E' in edicola il numero Autunno 2008 n.83 della rivista D'Abruzzo - Turismo cultura ambiente.

Un servizio sull'antico tracciato ferroviario Roma Sulmona, un viaggio a bordo dei treni che lo percorrevano, conduce il lettore lungo il percorso che anticamente portava viaggiatori illustri e studiosi a scoprire i tesori fino ad allora sconosciuti. Dagli scritti di viaggio quali quelli di Antonio Stoppani, a Ann MacDonell o Thomas Ashby emergono le descrizioni di un Abruzzo da scoprire: "la verde vallata di Sulmona e la selvaggia gola del Sagittario, quanto di più suggestivo può offrire questa favolosa regione". Le immagini che corredano l’articolo documentano un percorso tra valli e montagne.
A Celano, che si trova lungo il percorso per Roma, il lettore scoprirà le meraviglie del Castello Piccolomini che al suo interno in una architettura estremamente raffinata racchiude collezioni d’arte e di archeologia di assoluto valore.
Il servizio, corredato da un ricco apparato fotografico, presenta il Museo d’arte sacra della Marsica con le numerose opere presenti di scultura, pittura, oreficeria, arredi e paramenti sacri che occupano 12 sale di tesori. Di notevole valore anche la Collezione Torlonia, composta di 184 oggetti(bronzi, iscrizioni, frammenti di statuaria di culto e civile) e 334 monete di epoca romana.
La rivista D’Abruzzo, in questo numero, si riveste degli splendidi colori dei fiori presenti in Abruzzo e dei paesaggi suggestivi che li ospitano, nell'articolo curato da Giovanni Galetti, in cui viene presentata l'ultima pubblicazione della casa editrice Menabò: Abruzzo in fiore, Ambienti e flora montana della regione dei parchi, che esce in allegato alla rivista. In circa 900 pagine illustrate da 1750 fotografie a colori presenti in schede descrittive, delle varietà di piante che si possono incontrare nelle montagne abruzzesi, l'autore, Giovanni Galetti, offre in un opera poderosa, una panoramica di tutte le varietà naturalistiche dell'Abruzzo.
Per restare in ambito naturalistico, la rivista ha scelto di ricordare il Vate, Gabriele D'Annunzio con un articolo di Ottaviano Giannangeli sull'aspetto forse poco sottlineato nelle celebrazioni dannunziane, quello naturalistico del terzo libro delle Laudi nel quale il poeta interpreta liricamente gli aspetti della natura trasformandoli in un prezioso tessuto sognante.



Secinaro, paese di antiche origini e tradizioni, stupisce il visitatore con i documenti di una storia e di un arte secolari ospitando nel periodo estivo, la manifestazione che si svolge lungo i sentieri del Sirente che ripercorre le vicende e ripropone i luoghi dove vissero e operarono i briganti.
E poi lo struzzo che dagli spazi esotici all’allevamento da cortile, svela tutte le sue risorse compreso, con estrema generosità, una carne magra e gustosa.
La storia di Norman Thomas Di Giovanni, scrittore italo-americano alla scoperta delle proprie radici abruzzesi nel piccolo paese di Sant’Eusanio Forconese.



In allegato alla rivista il libro “Abruzzo in fiore, Ambienti e flora montana della regione dei parchi” in edicola al prezzo speciale di € 35,00 (libro+rivista).







Francesca Rapini
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E' in edicola il numero Autunno 2008 n.83 della rivista D'Abruzzo - Turismo cultura ambiente.

In edicola la rivista D’Abruzzo con il libro
Abruzzo in fiore, Ambienti e flora montana della regione dei parchi
di Giovanni Galetti edizioni Menabò


Presentazione del libro
venerdi 5 novembre ore 17,30 presso Libreria Feltrinelli - Pescara


E' in edicola il numero Autunno 2008 n.83 della rivista D'Abruzzo - Turismo cultura ambiente.

Un servizio sull'antico tracciato ferroviario Roma Sulmona, un viaggio a bordo dei treni che lo percorrevano, conduce il lettore lungo il percorso che anticamente portava viaggiatori illustri e studiosi a scoprire i tesori fino ad allora sconosciuti. Dagli scritti di viaggio quali quelli di Antonio Stoppani, a Ann MacDonell o Thomas Ashby emergono le descrizioni di un Abruzzo da scoprire: "la verde vallata di Sulmona e la selvaggia gola del Sagittario, quanto di più suggestivo può offrire questa favolosa regione". Le immagini che corredano l’articolo documentano un percorso tra valli e montagne.
A Celano, che si trova lungo il percorso per Roma, il lettore scoprirà le meraviglie del Castello Piccolomini che al suo interno in una architettura estremamente raffinata racchiude collezioni d’arte e di archeologia di assoluto valore.
Il servizio, corredato da un ricco apparato fotografico, presenta il Museo d’arte sacra della Marsica con le numerose opere presenti di scultura, pittura, oreficeria, arredi e paramenti sacri che occupano 12 sale di tesori. Di notevole valore anche la Collezione Torlonia, composta di 184 oggetti(bronzi, iscrizioni, frammenti di statuaria di culto e civile) e 334 monete di epoca romana.
La rivista D’Abruzzo, in questo numero, si riveste degli splendidi colori dei fiori presenti in Abruzzo e dei paesaggi suggestivi che li ospitano, nell'articolo curato da Giovanni Galetti, in cui viene presentata l'ultima pubblicazione della casa editrice Menabò: Abruzzo in fiore, Ambienti e flora montana della regione dei parchi, che esce in allegato alla rivista. In circa 900 pagine illustrate da 1750 fotografie a colori presenti in schede descrittive, delle varietà di piante che si possono incontrare nelle montagne abruzzesi, l'autore, Giovanni Galetti, offre in un opera poderosa, una panoramica di tutte le varietà naturalistiche dell'Abruzzo.
Per restare in ambito naturalistico, la rivista ha scelto di ricordare il Vate, Gabriele D'Annunzio con un articolo di Ottaviano Giannangeli sull'aspetto forse poco sottlineato nelle celebrazioni dannunziane, quello naturalistico del terzo libro delle Laudi nel quale il poeta interpreta liricamente gli aspetti della natura trasformandoli in un prezioso tessuto sognante.

Secinaro, paese di antiche origini e tradizioni, stupisce il visitatore con i documenti di una storia e di un arte secolari ospitando nel periodo estivo, la manifestazione che si svolge lungo i sentieri del Sirente che ripercorre le vicende e ripropone i luoghi dove vissero e operarono i briganti.
E poi lo struzzo che dagli spazi esotici all’allevamento da cortile, svela tutte le sue risorse compreso, con estrema generosità, una carne magra e gustosa.
La storia di Norman Thomas Di Giovanni, scrittore italo-americano alla scoperta delle proprie radici abruzzesi nel piccolo paese di Sant’Eusanio Forconese.


In allegato alla rivista il libro “Abruzzo in fiore, Ambienti e flora montana della regione dei parchi” in edicola al prezzo speciale di € 35,00 (libro+rivista).



Francesca Rapini
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venerdì 21 novembre 2008

3° Festival del Documentario d'Abruzzo


Concorso internazionale di cinema documentario
PESCARA 13 - 16 MAGGIO 2009




Anche quest'anno l'Associazione A.C.M.A. indice il Premio Internazionale Emilio Lopez nell'ambito del 3° Festival del Documentario d'Abruzzo.

Si possono inviare cortometraggi e lungometraggi documentari fino al 15 marzo 2009.

Per ulteriori informazioni e per scaricare la scheda di iscrizione ed il regolamento si può consultare il sito: www.festivaldeldocumentariodabruzzo.it


A.C.M.A.
Associazione Cinematografica Multimediale Abruzzese
Via Firenze 99 – 65122 Pescara
+39 085 4210031

www.webacma.it/

domenica 9 novembre 2008

Incontro con il sociologo FRANCO FERRAROTTI (Chieti, Mercoledì 19 Novembre, ore 17:30)

Agenzia per la Promozione Culturale della Regione Abruzzo
Via della Liberazione n. 32 - CHIETI


Incontro con il sociologo FRANCO FERRAROTTI


Chieti, Mercoledì 19 Novembre, ore 17:30

Ezio Sciarra e Lucio D'Arcangelo presenteranno il libro di
Franco Ferrarotti

FONDI DI BOTTIGLIA

con la partecipazione dell'Autore e dell'editore Marco Solfanelli

Interverrano Eide Spedicato e Annarita Bini





Franco Ferrarotti
FONDI DI BOTTIGLIA
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-89756-48-5]
Pagg. 112 - € 9,00

Quando la bottiglia è finalmente vuota, debitamente scolata, sul fondo resta, se il vino è buono, il deposito, quella fanghiglia sottile di morchia che sta a documentare il residuo di un piacere con giusta lentezza degustato. Così, al termine di un libro o di un saggio, molto impegnato e ricco di copiose note a pié di pagina, mi trovo tra le mani capitoletti, prefazioni o postfazioni o appendici o paragrafi non utilizzati.
Sono fondi di bottiglia. Frutti, se non esotici, alquanto rari e legati a incontri occasionali, quelli che i gaudenti o viveurs anglofoni chiamerebbero one night stand e che qui nascono, per lo più, dalla improbabile collaborazione, negli anni dal 1983 al 1985, a un giornale quotidiano romano che, anche a prima vista, si sarebbe detto, per me, poco congeniale, se non ostile, e tuttavia resomi “palatabile”, per così dire, dall’amico Antonio Altomonte, che ne curava all’epoca la pagina culturale, con un’apertura mentale indispensabile al buon romanziere e all’acuto osservatore della cangiante realtà italiana che egli era.
Gli piacevano i “corsivi” di Odisseo, uno dei miei numerosi pseudonimi; ne apprezzava l’ironia, le sciabolate, ma anche l’autoironia. Non potevo certo dirmi un collaboratore de “Il Tempo”. Non ero sulla stessa lunghezza d’onda. Ma scrivere sotto pseudonimo veniva incontro a quella voluttà dell’inganno che, fra tutti i miei demoni, è forse il più inoffensivo e insieme il più divertente.
http://www.edizionisolfanelli.it/fondidibottiglia.htm

Franco Ferrarotti è professore emerito di sociologia nell'università di Roma "La Sapienza"; vincitore del primo concorso bandito in Italia per questa materia; già responsabile della divisione "Facteurs sociaux" all'OECE, ora OCSE, a Parigi; fondatore, con Nicola Abbagnano, dei Quaderni di sociologia nel 1951; dal 1967 dirige La Critica sociologica; nel 1978 nominato "directeur d'études" alla Maison des Sciences de l'Homme a Parigi; insignito del premio per la carriera dall'Accademia nazionale dei Lincei il 20 giugno 2001. Numerose sue pubblicazioni sono state tradotte all'estero. Ha insegnato e condotto ricerche presso molte università straniere.